SOS-TE

Video-Installazione costituita da strutture tubolari in ferro; sono 4 “soste meditative” che danno luogo a performances situazioniste, cui si accompagnano 5 video  che raccontano “il verde” per Schiavulli.

È un colore mai amato e pertanto mai utilizzato dall’artista: Schiavulli decide perciò di leggere il verde non attraverso una visione lirica, ma narrare il verde che è nel corpo di ognuno di ogni uomo, quello negativo, disgustoso e legato alla malattia, riscontrabile, ad esempio, nel colore anomalo delle feci; l’incontro casuale con un’amica che gli racconta dell’infermità di sua madre, alla quale la bilirubina aveva causato questa cattiva colorazione, lo convincono ad approfondire il tema dal punto di vista medico: realizzare un trattato scientifico sul verde, ovvero il verde che è nella malattia, nella nascita, nella morte.

Realizza così cinque video:

- il trattato scientifico sul verde;

-i marocchini, cadaveri apparenti perché sempre stesi nel verde;

- le immagini simboliche di defecazione, intervallate ad immagini di piedi, che raccontano la vita dell’uomo dal momento della nascita sino alla vecchiaia, “steso” poi nella morte;

- le confessioni della “malattia” di uomini e donne afflitti dal “verde”, tra cui spicca la figura drammatica di Vito, potenziale suicida, tormentato da stitichezza cronica per l’essere assolutamente “al verde”;

- nell’ultimo video della sequenza, il verde nella storia dell’arte.