Il Trespolo di Claudio Mirel

Individuato l’angelo in uno stato di grande disagio sociale, scoperto appollaiato nella stessa posizione che assumerà successivamente nell’opera.
Da una baracca, privo di contatti, nell’indifferenza di una città, passa nella stessa posizione in un museo, dove lo spettatore assiste ad un disagio muto ma attivo fatto di sguardi e di emozioni.
Il trespolo diventa casa, nuovo punto di osservazione, accogliente ed unico, dove l’angelo Claudio Mirel osserva ora, in modo mistico, la trasformazione del mondo.
È una scultura sociale che cerca nuovi punti di osservazione, capace di trasformare il male in bene. Una performance di circa 15 minuti, con la presenza angelica e mistica di Claudio Mirel.
Inizia con una registrazione con la voce di Claudio Mirel che legge un breve testo di Alda Merini, prima nella sua lingua, il rumeno, e poi in italiano. Subito dopo compare Claudio Mirel che si dirige verso il trespolo per prendere posto sulla sua nuova dimora nel teatro.
Claudio Mirel assume la sua posizione sul trespolo, dove sosta per l’intera durata della performance, coinvolgendo lo spettatore nel mistero e nella riflessione angelica, con lo sguardo tenero e penetrante. Parte un breve sonoro ripetitivo, un richiamo, e subito dopo parte un video dei suoi viaggi e delle dimore precedenti.
L’angelo Claudio Mirel ora ha una nuova dimora e ottiene col suo sguardo forza per sè e per lo spettatore.
Una storia vera, che parte da una baracca, passa attraverso un museo, per poi arrivare a nuove dimore.

“io prima guardavo dal basso verso l’alto, ora sto guardando dall’alto verso il basso”
Claudio Mirel