Intramoenia Extrart, La Libreria del Professore

D – Collochiamo Intramoenia Extrart…
R – Intramoenia extrart trova il proprio sigillo nella madre di tutti i castelli d’Italia: Castel del Monte, che è un castello voluto da Federico II con una sua struttura stellare che ne fa anche una grande scultura all’aperto. E in questi spazi il primo anno abbiamo invitato artisti di diversi paesi con anche un grande esperimento con un artista come Cucchi che ha chiamato a raccolta tanti giovani artisti con cui ha dialogato per realizzare un’opera collettiva. Una mostra che sostanzialmente ci ha permesso anche di dare una maggior flessibilità nella sua seconda e quest’anno terza edizione, perché sempre più le opere sono realizzate e scelte in rapporto alla collocazione. Non sono una presenza d’arredamento. Spesso sono interventi che gli artisti realizzano sul posto e le opere infatti hanno la capacità di saper abitare questi spazi, di non giocare solo alla sorpresa, allo spaesamento, che è un principio tipicamente dell’arte contemporanea. Direi che questa terza edizione, che si sviluppa in 3 castelli, ha anche un suo percorso. C’è una sorta di set espositivo che trovo nella sua partenza sulla pelle esterna del castello Carlo V, dove Oliviero Toscani, che utilizza la pubblicità per colpire al cuore, affrontare problemi come l’anoressia, la differenza, la violenza…questa volta l’opera è emblematica, quasi didascalica. Sul tema della bellezza e le ferite che la bellezza può subire nei punti più fragili del corpo. E’ un’opera che appartiene a quella che chiamiamo “arte pubblica”, visibile notte e giorno. Intramoenia Extrart a Lecce funziona 24 ore su 24.
In quest’ottica multiculturale senza alcuna demagogia abbiamo scelto artisti che provengono da altre parti del mondo, e giustamente anche dal territorio antropologico su cui questi castelli sono posati. Artisti pugliesi, come Pisani, che ha una sua classicità proveniente dall’arte concettuale, che realizza una riflessione esoterica su molti temi: la morte, l’alchimia…è un artista che ha una sua complessità, cui corrisponde il senso del gioco di Dell’Erba, il quale utilizza la ceramica per presentarci un piccolo esercito di putti in posizioni annoiate.Schiavulli realizza un’opera a mio avviso altamente poetica, intanto utilizza al meglio il tema della memoria (c’è la biblioteca, il libro conservato che contiene tutta la storia delle ideologie), ma poi tutto questo viene trasferito anche in spazi liquidi come il video, la tv. E’ un’opera in cui c’è anche l’interattività: c’è la presenza del corpo sociale, che è stato sempre attirato poi dal tema dell’ideologia, del marxismo etc…Questa mostra qui ad Acaia riesce a dare una panoramica multigenerazionale.
Achille Bonito Oliva