TEST 3 – mostra arte contemporanea – Ecos Gallery / Roma

TEST 3

Gli allarmanti neon acquatici di Daniela Corbascio, i femminei volti esotici di Guillermina De Gennaro, le misurazioni anatomiche di Francesco Schiavulli proseguono un dialogo a tre, iniziato tra le strade della medesima città, i suoi colori, suoni e voci. Oggetto del comune interesse è il corpo d’inizio millennio, multietnico e comunitario, ibrido e contaminato, corpo scisso e negato, amato, ascoltato, reinventato. La città, Bari, che vive sulla soglia tra terra e mare è tra quelle tristemente note per gli sbarchi clandestini di migranti e disperati: sponda dell’Adriatico, città di arrivi e partenze, ma anche città del pensiero meridiano.

Il corpo che Guillermina dipinge e vende a metro quadro, quello che Francesco  spezzetta e pone su scacchiere di ferro, il corpo che Daniela fotografa e manipola,

lo stesso che metaforicamente compare in bacinelle d’acqua nelle sembianze di vene rescisse, è pretesto per ripensare l’identità e le differenze negate, invito all’ascolto, riflessione sul modo con cui percepiamo l’altro: lo straniero, l’omosessuale, l’artista.

C’è aria tesa in mostra.

L’inquietudine di cui ognuno dei lavori è carico, denunzia un disagio. Un neon soffoca il grido che  uscirebbe dalle bocche fotografate se non fossero chiuse da un filo spinato di luce; la parola non detta viene scritta in rosso da neon sanguinanti: help, paura( Corbascio).

Muta è anche la donna cinese dalle molteplici espressioni che – per paradosso- nella moltiplicazione modulare che la trasforma in un numero,  dà  un volto alla diversità ( De Gennaro).

I calchi delle orecchie  di ogni forma e grandezza, riprodotte in creta, mostrano un corpo amputato e frammentato che continua a combattere, gli organi  avanzano sulla scacchiera come su un campo da guerra, terreno minato: carne contro metallo (Schiavulli).

Eppure soffia un vento poetico su queste opere che trasformano la cancellazione in presenza e la soggettività in pluralità, per partenogenesi da ogni orecchio tagliato, da ogni bocca cucita altrettante ne fuoriescono combattive e tenaci, più che mai.

Anna D’Elia